Green Book 2021: settore rifiuti ancora frammentato, ma buone prospettive di sviluppo per l’economia circolare

Green Book 2021: settore rifiuti ancora frammentato, ma buone prospettive di sviluppo per l’economia circolare

Presentato oggi a Roma il Green Book 2021, il rapporto annuale promosso da Utilitalia e curato da Utilitatis, in collaborazione con Ispra, che fotografa la realtà di un settore che in Italia impiega direttamente 95.000 addetti e rappresenta lo 0,8% del Pil nazionale, con un fatturato complessivo di 13 miliardi di euro. Il rapporto consegna una realtà non troppo differente dai precedenti anni, con una gestione ancora molto frammentata e con affidamenti perlopiù su base comunale, a differenza di quanto avviane ormai da anni nel territorio dell’ATO Toscana Sud, con la gestione unica per 104 comuni. Una disomogeneità che l’entrata in vigore della regolazione ARERA dovrebbe ridurre già dal prossimo anno. Un’Italia che continua a presentare più velocità e dove la situazione territoriale ha conseguenze dirette anche sul cittadino, che si trova a pagare bollette più alte dove il sistema presenta deficit impiantistico e i maggiori costi derivano dal dover trasferire i rifiuti in impianti distanti. In media la bolletta Tari sul territorio nazionale è di 318 euro (100 mq x 3 abitanti), una spesa che incide sui bilanci familiari in misura inferiore all’1% ad abitante. Il rapporto evidenzia un calo consistente nella produzione dei rifiuti, per effetto delle chiusure a seguito della pandemia, ma il tasso di riciclo dei materiali colloca l’Italia al di sopra della media europea, anche se ancora lontana dall’obiettivo del 65%. A fronte di una posizione virtuosa nel riciclo, resta ancora alto il conferimento in discarica, che si attesta al 20% sul territorio nazionale, arrivando al 60% nelle regioni meridionali (obiettivo è 10%). Per colmare questo gap impiantistico, ma anche per incentivare la circolarità delle risorse e, nello specifico, migliorare i sistemi di raccolta e gestione dei rifiuti, le opportunità concesse dal PNRR. Proprio su questo punto, Sei Toscana, sotto l’egida di ATO che l’ha delegata, ha già presentato, per il bando “Economia Circolare” del Ministero per la Transizione Ecologica, 41 progetti per complessivi 30 milioni di euro che riguardano tutti i Comuni della Toscana del sud. L’obiettivo è proprio quello di finanziare i consistenti investimenti necessari per migliorare la qualità dei servizi di raccolta e delle infrastrutture senza caricarne i costi sulle tariffe dei cittadini. Tre le linee di intervento: diciotto progetti, uno per ogni AOR – l’Area Ottimale di Raccolta che suddivide il territorio per comuni limitrofi – per la fornitura e l’istallazione di contenitori ad accesso controllato, per un valore totale di circa 20 milioni di euro. Diciassette progetti per la realizzazione ex-novo o l’adeguamento dei centri di raccolta, per un valore complessivo di poco più di 5 milioni e mezzo. E sei progetti per interventi vari volti a migliorare la qualità della raccolta differenziata, per un totale di poco più di 5 milioni di euro.

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