Festival della Salute, dibattito tra Nadia Marchettini, Alessandro Bratti e Marco Mairaghi: “La salute dell’ambiente è la salute della nostra casa”

“I nessi tra la fragilità del nostro pianeta e la pandemia sono tanti – conferma la dottoressa Nadia Marchettini, direttore del dipartimento di scienze fisiche, della terra e dell’ambiente di Unisi – perché viviamo in un pianeta dove ci sono molte fragilità. L’uomo sta avanzando, sottraendo spazi agli ambienti naturali e gli ecosistemi sono sempre più costretti in spazi stretti. E siccome le pandemie come quelle del Covid sono spesso di origine animale, questo andare verso la riduzione degli ecosistemi ci sta esponendo a rischi sempre crescenti. Basta pensare che al mondo siamo quasi otto miliardi di persone e che ci stiamo espandendo, violentando la natura attraverso allevamenti intensivi, industria aggressiva o commercio di fauna selvatica.”

Le pandemie fanno parte della logica di questo pianeta e sono state ricorrenti. Certo è che questa da Covi19 ha caratteristiche molto particolari.

“E’ esplosa su scala globale e quindi trovare un modo per contenerla è molto difficile – ammette la Professoressa Marchettini – perché la politica europea non è la stessa dell’Africa e quindi non si riesce ad affrontarla in maniera coordinata. Stiamo aspettando il vaccino e nel frattempo ci stiamo difendendo con una serie di dispositivi di protezione, che però a loro volta creano inquinamento. Dobbiamo usarli, ma stare attenti al loro smaltimento. Ognuno di noi deve fare la propria parte ed avere un ruolo in questa situazione.”

Ecco che proprio per questo motivo entra in scena il tema dell’economia circolare, che deve sostituire sempre di più quella lineare.

“L’Italia è ai primi posti nel mondo per capacità di riciclare i rifiuti – spiega il Professor Alessandro Bratti, direttore generale di ISPRA – specialmente su alcune filiere come legno, alluminio o carta. Abbiamo una storia alle spalle e una base culturale su cui si è sviluppata una evoluzione tecnologica importante. I benefici di un’economia circolare sono tantissimi. In primis perché stiamo terminando le riserve di materie prime e quindi abbiamo bisogno di riciclare. Ovviamente ci vuole attenzione nel processo di trasformazione di un prodotto riciclato per evitare rischi di contatto con materiali pericolosi, ma ci sono test appositi che servono per certificare qualità e sicurezza”.

Alla base di una buona economia circolare c’è sicuramente una buona educazione allo smaltimento, oltre ad una qualità di servizio da parte di chi deve favorire la raccolta differenziata. Sei Toscana è un’azienda all’avanguardia in questo settore, come conferma al Festival della Salute l’AD Marco Mairaghi.

“I cittadini sono assoluti protagonisti – conferma l’AD – non solo perché sono clienti, ma anche per il risultato che vogliamo costruire. Le campagne di incremento delle raccolte differenziate funzionano solo se c’è sinergia tra chi raccoglie ed i cittadini. Il primo obiettivo per chi opera in questo settore deve essere quello di semplificare la raccolta e renderla a più basso costo possibile. Per questo, al classico servizio porta a porta, abbiamo aggiunto un sistema che ci consente di identificare il cittadino che conferisce i rifiuti e di prevedere una tariffa puntuale. Aziende come la nostra fanno notizia solo quando le cose non funzionano. Ma devo dire che durante il lockdown abbiamo attivato dei servizi che hanno cambiato la percezione dei cittadini nei nostri confronti. Tra questi, anche il servizio di raccolta rifiuti alle persone affette dal virus, che è stato molto apprezzato. Naturalmente svolto in condizioni di totale sicurezza per i nostri operatori”.