Polo integrato per il riciclo dei rifiuti: Iren sempre in campo

Continua l'offensiva comunicativa di Iren Ambiente spa per costruire consenso intorno al polo integrato di riciclo dei rifiuti che l'azienda vuole realizzare nell'area del Casone di Scarlino. Ieri è stata la volta della presentazione online attraverso il sito internet della Regione Toscana, seguita agli incontri delle settimane precedenti con sindaci della zona nord della provincia, rappresentanti della politica e forse sindacali. A illustrare i piani aziendali l'amministratore delegato di Scarlino Energia (Gruppo Iren), Luca Galimberti, in tandem con Renato Conte, responsabile impianti di economia circolare del gruppo. E a dire il vero non ci sono state novità rispetto a quello che già il Tirreno aveva anticipato nelle scorse settimane sull'impianto integrato di Scarlino.Quattro unità produttive che si occuperanno rispettivamente di riciclo di rifiuti in legno, di carbonizzazione idrotermale di fanghi derivanti dalla depurazione civile, di trattamento di pulper di cartiera e scarti in plastica eterogenea plasmix e di depurazione di reflui industriali e percolato di discarica. Circa 400mila tonnellate di materiali in ingresso, perlopiù dall'Ato Toscana sud o al massimo dalla regione. «Quello che tengo a sottolineare - ha detto Galimberti - è il cambio di paradigma che abbiamo proposto ascoltando il parere di chi vive nel territorio. Siamo un'azienda con soci pubblici, che agisce ricercando il consenso della popolazione rispetto ai propri piani industriali. Pur gestendo tre grandi inceneritori, abbiamo compreso che in questo territorio un impianto di quel genere non sarebbe stato accettato e quindi ci siamo orientati su una tipologia di impianti integrati che lavorassero sul recupero di materia».Iren Ambiente, coi suoi 4mila dipendenti, ha una competenza consolidata nella gestione dei rifiuti, con impianti che fanno riferimento a un bacino di tre milioni di abitanti e trattano annualmente 3,5 milioni di tonnellate di rifiuti. Il nuovo polo integrato dell'economia circolare - ha aggiunto Conti - «si baserà su tecnologie avanzate che già utilizziamo in altri impianti di nostra proprietà, e ricaverà materiali che hanno un proprio mercato consolidato. Quanto all'approvvigionamento energetico per i nostri cicli produttivi, acquisteremo energia da Nuova Solmine e Venator, oltre a realizzare impianti alimentati da fonti rinnovabili. Dai processi depurativi usciranno acque con standard molto al di sotto dei minimi tabellari previsti dalla legge, e non ci saranno emissioni di diossina. Infine, un'attenzione particolare è stata dedicata all'ingresso e all'uscita dei materiali, la gran parte dei quali sarà movimentata attraverso il terminal ferroviario di Nuova Solmine».Se tutto andrà secondo i piani, l'autorizzazione a realizzare gli impianti arriverà entro il terzo trimestre del 2023, tutto sarà concluso con diversi step entro il secondo semestre del 2025. la durata prevista della gestione è di venti anni. 

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