Raccolta differenziata dei rifiuti? Ora si fa anche «cella a cella»

Arezzo

LA RACCOLTA differenziata? Adesso si fa anche al carcere di San Benedetto a cura degli stessi detenuti. Il progetto, che fa entrare dietro le sbarre le buone pratiche ambientali, è stato messo nero su bianco ieri a palazzo Cavallo: tre le firme sul protocolo dintesa, quelle del sindaco Alessandro Ghinelli, del direttore del carcere Paolo basco e del presidente di Sei Toscana Roberto Paolini. INVECE che porta a porta, la raccolta dei rifiuti avverrà «cella a cella» e saranno appunto i detenuti a svolgere il servizio. L’obiettivo? Da una parte ridurre la produzione dei rifiuti urbani e aumentare la capacità di conferimento di quelli riciclabili; dall’altra parte si punta a educare tanto i reclusi che il personale di San Benedetto a gestirsi in proprio in un disegno più generale di sviluppo sostenibile. Commenta il sindaco Ghinelli: «Il risultato finale avrà intanto un valore positivo per l’intera percentuale di differenziata del comune di Arezzo. In più l’iniziativa contribuisce al reinserimento sociale dei detenuti». Nei prossimi giorni Sei Toscana consegnerà al carcere la dotazione di attrezzature e beni di consumo per ogni cella e reparto, poi detenuti e personale in servizio seguiranno lezioni tenute dai tecnici della società in modo da dare vita al nuovo servizio di raccolta con una coscienza più piena delle modalità di conferimento dei rifiuti. L’intesa fa seguito ai due progetti già attivati da Sei nei carceri di Massa Marittima e di San Gimignano. «Sei Toscana - dice il presidente paolini - collabora volentieri con i Comuni anche quando vengono promossi progetti di importante valenza sociale». La raccolta differenziata sarà effettuata anche negli spazi interdetti ai detenuti, nell’area delle celle invece alcuni reclusi avranno mansioni specifiche in base a un calendario. A gennaio e luglio di ogni anno sarà convocata una riunione tra le parti per verificare l’attuazione e i risultati del progetto e per valutare eventuali azioni migliorative. «SI TRATTA di un ottimo risultato – dice il direttore del carcere aretino Paolo Basco – e per questo ringrazio il presidente di Sei Toscana, il sindaco e l’assessore all’ambiente del Comune per l’impegno che hanno messo fin da subito. E’ un progetto di grande spessore che potrà contribuire anche al miglioramento della vita all’interno dell’istituto».

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