“Si fa presto a dire rifiuti”. La gestione dei rifiuti. Scenari e prospettive

“Si fa presto a dire rifiuti”. La gestione dei rifiuti. Scenari e prospettive

La neve caduta nella notte di venerdì su Siena e dintorni ha fatto da splendida coreografia ai lavori del convegno organizzato da SEI Toscana, in collaborazione con Cispel Confservizi Toscana e Federambiente “Si fa presto a dire rifiuti” che ha visto un’ampia partecipazione di istituzioni, aziende ed esperti del settore. Soddisfatti gli organizzatori per la discussione che si è articolata nelle tre tavole rotonde in cui sono stati affrontati i diversi aspetti che riguardano il settore della gestione integrata dei rifiuti. Nella prima tavola di discussione, con la partecipazione del Presidente della Fondazione Sviluppo Sostenibile, Edo Ronchi, dell’Assessore regionale ambiente ed energia, Anna Rita Bramerini, del Direttore di Federambiente, Gianluca Cencia e del Vicepresidente di Sei Toscana, Fabrizio Vigni, si è parlato degli scenari e delle prospettive nel campo della gestione integrata a partire dalle strategie europee per arrivare a quelle nazionali e toscane. “Le nuove strategie che rientreranno a tutti gli effetti nel programma della Commissione europea nel 2015 rappresenteranno certamente un elemento di stimolo anche per le politiche nazionali. – ha detto Edo Ronchi – Sicuramente l’approccio verso un’economia circolare, che riguarda l'uso efficiente delle risorse e che rappresenta un pilastro della green economy potrà aiutare anche il nostro Paese a traguardare obiettivi importanti già praticati da altri Paesi in Europa, primo tra tutti la Germania”. Un paese il nostro che deve fare i conti, però, con una continua incertezza normativa che come ha sottolineato il Direttore di Federambiente, Gianluca Cencia, “non aiuta certo l’evoluzione delle aziende verso un sistema industriale” “È inoltre improponibile il fatto di far pagare un servizio quale quello della gestione dei rifiuti, attraverso un tributo, così come previsto dall’attuale sistema fiscale”. Il focus sulla Toscana ha messo in evidenza un quadro normativo e di regolazione ormai delineato e, con il nuovo Piano regionale per i rifiuti, è stata definita anche la programmazione delle politiche in materia di prevenzione, riciclo, recupero e smaltimento dei rifiuti, per il prossimo futuro. Inoltre è stato superato il piano interprovinciale dei rifiuti e saranno i piani di ambito a dare attuazione a quanto previsto nel piano regionale; infine sono state attribuite nuovamente al livello regionale molte delle competenze che in precedenza erano state delegate alle province. La Toscana, dunque, ha completato il quadro di riferimento normativo per portare a termine il riordino del settore avviato già da qualche anno. “L’appuntamento di oggi – ha spiegato l’assessore regionale all’ambiente ed energia, Anna Rita Bramerini – dimostra che siamo pronti per fare il salto di qualità. Certo ci sono ancora criticità da superare nella nostra Regione e sarebbe necessario che anche la politica nazionale ci aiutasse, ad esempio con una autorità nazionale che garantisse il sistema di regolazione e un modello tariffario certo, in termini puntuali, su cui registriamo invece un ritardo imperdonabile da parte del Ministero dell’ambiente”. La Toscana è la Regione in cui per prima si è individuato un gestore unico di area vasta tramite gara ed è in questo percorso che si colloca l’esperienza di Sei Toscana, che dal 1 gennaio 2014 ha avviato la gestione dei rifiuti nei comuni compresi nell’Ato Toscana Sud. “Non abbiamo certo lavorato senza difficoltà in questo primo anno d’avvio, dovendo gestire un territorio molto articolato, con grandi diversità al suo interno per quanto riguarda l’efficienza dei servizi, la presenza di impianti di trattamento, i livelli di raccolta differenziata, che ancora è mediamente sotto il 40%, con punte di eccellenza in alcuni comuni che sono oltre l’80% mentre in altri non si arriva nemmeno al 10% “ ha detto Fabrizio Vigni, Vicepresidente dell’azienda. “L’obiettivo – ha continuato Vigni - è di raggiungere una progressiva integrazione territoriale, organizzare un servizio adeguato ad incrementare la raccolta differenziata ed il recupero di materia raggiungendo gli obiettivi previsti dal piano regionale (70% di raccolta differenziata) e dalla direttiva europea (almeno il 50% di riciclo). Un compito certo non semplice ma che è sicuramente legato a grandi opportunità di sviluppo per il territorio nell’ambito della green economy, di cui le filiere industriali legate alla gestione dei rifiuti sono una parte importante“.

Qui i video degli interventi.

Qui la galley con le foto del convegno.