L’”Italia del riciclo” avanza verso l’economia circolare

Il settore del riciclo in Italia è già un pilastro importante dell’economia circolare ma vi sono ampi margini di crescita, per un paese povero di materie prime come il nostro. Questo in estrema sintesi è ciò che emerge dalla ricerca “L’Italia del Riciclo 2015”, realizzata come ogni anno da Fise UNIRE e Fondazione per lo sviluppo sostenibile e presentata a Roma lo scorso 15 dicembre. Il Rapporto mette infatti in evidenza che l’industria del riciclo è un settore consolidato in Italia e che continua a crescere, soprattutto nel settore degli imballaggi, dei RAEE e della frazione organica, ma mostra anche il paradosso che ancora sono importate 450.000 tonnellate di rifiuti che equivalgono, per volume e tipologia, a quelle spedite all’estero, con costi per noi spesso esorbitanti. Tutti materiali destinati ad impianti di riciclo che potrebbero essere benissimo reperiti tra i rifiuti italiani anziché andare a prenderli oltreconfine. Tra gli aspetti positivi che emergono dal Rapporto si evidenzia che nel 2014 il riciclo degli imballaggi (che rappresentano il 7% dei rifiuti urbani) ha registrato una crescita complessiva (+2%) pari a 7.808 milioni di tonnellate riciclate contro le 7.642 del 2013 e le 7.562 del 2012. L’incremento registrato appare evidente in tutte le filiere degli imballaggi con punte d’eccellenza nel tasso di riciclo della carta (80%), acciaio (74%), alluminio (74%) e vetro (70%), mentre la crescita più significativa la registra il legno (+10% da 1,4 milioni di tonnellate a 1,539). Positivi anche i dati delle filiere diverse dagli imballaggi: cresce la quantità di frazione organica raccolta in modo differenziato ed avviata alla produzione di compost, con 5,7 milioni di tonnellate (+9,5% rispetto al 2013); cresce la quantità di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) raccolte (+3% rispetto al 2013) che raggiungono la quota pro-capite nazionale di 3,81 kg per abitante, di poco inferiore alla soglia di 4 kg fissati come target a fine 2015 (ma che dovrà essere triplicata nei prossimi tre anni); si avvicina agli obiettivi europei anche il tasso di reimpiego e riciclo dei veicoli fuori uso, che raggiunge l’80,3% ). Mostrano vitalità anche il riciclo degli pneumatici con 129.000 tonnellate recuperate e quello dei rifiuti tessili che aumenta del 12% con 124.000 tonnellate. «Il Rapporto evidenzia come il riciclo in Italia sia riuscito a resistere alla recessione prolungata restando competitivo - ha dichiarato Anselmo Calò, Presidente di UNIRE - Per raggiungere gli ambiziosi obiettivi sui cambiamenti climatici appena concordati a Parigi, il riciclo di materia può svolgere una funzione fondamentale dovuta al risparmio di energia nella produzione di materie prime e quindi alle emissioni di CO2 evitate. Per far questo è necessario scoraggiare lo smaltimento in discarica e migliorare la qualità dei materiali raccolti, nonché razionalizzare e semplificare il contesto normativo. Anche in considerazione della discussione sul nuovo pacchetto sull’economia circolare, è necessario superare i punti non chiari e conflittuali fra le diverse legislazioni, in modo da agevolare il riciclo di materiali che non comportano rischi ambientali effettivi». Una spinta importante per lo sviluppo del riciclo in Italia che «è ormai decollato con numeri di livello europeo, anche se permangono zone di arretratezza in alcune Regioni» come ha sottolineato Edo Ronchi, Presidente della Fondazione per lo sviluppo sostenibile, arriverà dalle proposte della Commissione europea sul pacchetto dell’economia circolare, che secondo le stime della Commissione stessa, porterà nell’Unione Europea, al 2030, un risparmio di 600 miliardi di euro, alla creazione di 580.000 posti di lavoro e alla riduzione delle emissioni di carbonio di 450 milioni di tonnellate all'anno. «Con le modifiche proposte dalla Commissione europea a tutte le Direttive sui rifiuti e, a fronte dei nuovi obiettivi di riciclo più impegnativi al 2025 e al 2030- ha detto Ronchi - sarà necessario recuperare anche le zone ancora arretrate, aumentare e migliorare le raccolte differenziate, procedere a rafforzare industrializzazione e innovazione nel settore».