Radici antiche, algoritmi nuovi: a San Gusmè, un interessante confronto su servizi pubblici e piccoli borghi

Radici antiche, algoritmi nuovi: a San Gusmè, un interessante confronto su servizi pubblici e piccoli borghi

Riscoprire e valorizzare i piccoli borghi e combattere lo spopolamento, riscoprendone le radici e proiettandoli nel futuro. Una sfida non semplice, che ieri è stata al centro del lungo ed approfondito confronto dal titolo “Radici antiche, algoritmi nuovi. Rigenerare le aree rurali tra conservazione del patrimonio, digitalizzazione, servizi alle comunità”, che ha aperto l’edizione 2026 della Festa del Luca di San Gusmé, storico evento che ogni anno anima il suggestivo borgo medievale del Chianti senese, nel comune di Castelnuovo Berardenga.

In programma, quattro diversi tavoli, che hanno consentito di analizzare il tema da vari punti di vista, tra i quali quello delle società che si occupano di erogare servizi pubblici. “Utilities motori della transizione ecologica e digitale locale” il titolo del panel a loro dedicato, al quale hanno partecipato anche il Presidente di Sei Toscana Alessandro Fabbrini e l’Amministratore delegato di Iren Ambiente Eugenio Bertolini. 

Nei loro interventi, un richiamo forte alla necessità di garantire capillarità e universalità ai servizi ambientali, assicurando efficienza ed equità a tutti i cittadini: “Non può esserci rigenerazione di un territorio senza servizi – le parole del Presidente Fabbrini – e non può esserci qualità della vita se vivere in un piccolo borgo o in un'area rurale significa avere servizi di qualità inferiore”. 

Una sfida non semplice per Sei Toscana, che gestisce il servizio di raccolta dei rifiuti sul 53% della superficie regionale, in 104 comuni che vanno dal mare alla montagna e molti dei quali sono proprio piccoli borghi. “Questa maggiore complessità – ha sottolineato Fabbrini – non può tradursi in una minore qualità. Ecco perché il Piano industriale di Sei Toscana non insegue un unico modello ma coniuga soluzioni differenti capaci di garantire ovunque e a tutti la stessa qualità del servizio”.

Un quadro nel quale le nuove tecnologie possono rappresentare uno strumento assai utile ma al cui centro devono rimanere sempre le persone e le comunità locali, che restano il vero motore di ogni possibilità di sviluppo.

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