«Abbiamo lavorato, in questi anni, a dare concretezza a un piano industriale ambizioso e lungimirante. Lo abbiamo fatto senza sosta e, soprattutto, senza mai perdere di vista la necessità di tenere in equilibrio la solidità economica e finanziaria dell'azienda con la qualità e l'efficienza di un servizio che impatta in maniera significativa sulla vita delle persone». Alessandro Fabbrini è presidente di Sei Toscana dal dicembre del 2020 e sta seguendo, passo dopo passo, l'attuazione del nuovo piano industriale del gestore del servizio integrato dei rifiuti nell'ATO Toscana Sud. Un territorio vasto ed estremamente eterogeneo, che abbraccia 104 comuni delle provincie di Arezzo, Grosseto, Siena e della Val di Cornia, in provincia di Livorno. «Dalla costa grossetana alle Foreste Casentinesi, un territorio ricco di borghi, città d'arte, siti Unesco, parchi e riserve naturali - aggiunge Fabbrini - per il quale la gestione sostenibile dei rifiuti è un tema strategico di politica pubblica».
MISSION. Ed è per questo che, per Sei Toscana, sostenibilità, qualità dei servizi, economia circolare e attenzione al territorio sono state le parole chiave attorno alle quali costruire il piano industriale, avviato formalmente nel gennaio del 2022 con l'approvazione del piano di riorganizzazione dei servizi da parte dell'Autorità di Ambito. «In cinque anni, grazie anche all'ingresso di Iren nella compagine aziendale, abbiamo sviluppato investimenti per oltre 150 milioni di euro - sottolinea il presidente perseguendo l'equilibrio economico e finanziario dell'azienda, ottimizzando la macchina organizzativa e, nel contempo, garantendo ai cittadini servizi più efficienti ed economicamente sostenibili». Ad oggi, sui 104 totali serviti da Sei Toscana, sono oltre 50 i comuni in cui è stata già programmata e avviata la riorganizzazione del servizio. Un risultato estremamente positivo, che assume ancor maggior valore se messo in relazione con il progressivo e significativo incremento dei dati sulla raccolta differenziata dei rifiuti.
PERCORSO. «Nel 2021, siamo partiti da una percentuale che si attestava al 54%. Il lavoro di questi anni, la sinergia con i comuni e la collaborazione dei cittadini, ci hanno consentito di arrivare, nel 2025, al 65%. Ma gli obiettivi del piano industriale sono ancora più ambiziosi e puntano ad un 73% di differenziata entro il 2028». I dati quantitativi, dunque, sembrano soddisfare pienamente i vertici di Sei Toscana, che però ora mirano a incrementare ulteriormente anche gli aspetti qualitativi della differenziata, abbattendo il margine di errore nel conferimento dei rifiuti differenziati. «Uno sforzo che dovrà passare attraverso la messa a regime dei servizi, il puntuale monitoraggio dei conferimenti e campagne di comunicazione e sensibilizzazione specifiche su questo punto».
NUMERI. Ma ci sono anche altri numeri importanti, che raccontano di come, in questi anni, Sei Toscana abbia consolidato la propria attività, in un rapporto costante con il territorio. Lo dicono gli oltre 90 fra centri di raccolta e stazioni ecologiche distribuite nell'Ambito, di cui ben 19 con un sistema informatico di accesso e pesatura. «Le attività dell'azienda - dice ancora Fabbrini - sono distribuite in 30 sedi e danno lavoro a oltre 1.000 persone. Un capitale umano di straordinario valore, che contribuisce, con il proprio lavoro, allo sviluppo e alla tutela del territorio».
INNOVAZIONE. C'è poi tutto il tema dell'innovazione «che passa - aggiunge il Presidente soprattutto attraverso l'informatizzazione dei servizi al cittadino e la digitalizzazione delle procedure di gestione dei rifiuti, utili, in particolare, sul fronte della tracciabilità e sul controllo dei conferimenti, anche per ridurre i comportamenti non corretti e l'odioso fenomeno degli abbandoni incontrollati. Penso alla 6 Card associata alle utenze Tari, ma anche all'App IrenAmbiente, che aiuta i cittadini a orientarsi nella raccolta differenziata e a segnalare eventuali criticità. Su tutto questo, l'impegno di Sei Toscana è cresciuto e punta a rafforzarsi ulteriormente nei prossimi anni».
TERRITORIO. Il rapporto con il territorio resta un nodo cruciale per un'azienda che si occupa di gestire servizi pubblici, a maggior ragione se si tratta di un segmento di grande delicatezza come quello dei rifiuti, in un territorio così particolare come quello servito da Sei Toscana. «Un rapporto che passa anzitutto attraverso la relazione con le amministrazioni comunali - dice Fabbrini - Sindaci e assessori sono per noi interlocutori privilegiati e la nostra missione è quella di offrire loro un servizio efficiente e di qualità, che vada incontro alle esigenze delle comunità che amministrano. In quest'ottica va letto il nostro impegno sulla trasparenza e su una modalità di rendicontazione dei servizi che faciliti i controlli da parte dei comuni».
CITTADINI. E poi ci sono loro, i cittadini, «con i quali ci sforziamo di costruire quotidianamente un rapporto di collaborazione e di fiducia. Lo facciamo - continua il Presidente Fabbrini - con un'attenzione costante agli strumenti e alle campagne di comunicazione e informazione ma anche attraverso una serie di strumenti di contatto, come la App, il numero verde 800.127484 e il sito internet aziendale». Per un'azienda che si occupa di gestire il servizio integrato dei rifiuti urbani e intende farlo nel segno della sostenibilità, il tema della sensibilizzazione e dell'educazione ambientale è cruciale: «Sei Toscana è impegnata a sostenere gli obiettivi dello sviluppo sostenibile dell'Agenda 2030, guardando in particolare alle giovani generazioni, che restano un orizzonte di impegno fondamentale e prezioso». «Ed è da questo orizzonte - spiega Fabbrini - che nasce la straordinaria esperienza di "Ri-creazione: da oggetto a rifiuto... e ritorno'; il progetto di educazione ambientale ideato da Sei Toscana e sviluppato in collaborazione con Edulren, il settore educational del Gruppo Iren. Un percorso proposto alle scuole primarie e secondarie di primo grado del territorio per approfondire il tema dei rifiuti e del ciclo dei materiali. Un'iniziativa di fortissimo impatto, nata ormai undici anni fa con l'obiettivo di accrescere la consapevolezza dei più giovani e contribuire così ad incentivare la diffusione di buone pratiche quotidiane, sia a casa che a scuola, riducendo l'impatto sull'ambiente dei comportamenti quotidiani».
IL PROGETTO. Solo per questa annualità, sono 343 le classi coinvolte in 53 comuni delle quattro provincie dell'ATO. Un totale di 6.203 studenti e studentesse impegnate in 6 diversi percorsi educativi, con decine di incontri di approfondimento e formazione e l'accompagnamento di 22 educatori ed educatrici di 6 tra associazioni e cooperative del territorio. «Ancora con Edulren, dal 2024 - conclude il presidente - abbiamo poi lanciato un altro percorso educativo, dedicato specificamente alle scuole secondarie di secondo grado. Si chiama "Transizioni" ed è incentrato sul tema della transizione ecologica. Un ulteriore tentativo, molto ben riuscito, di stimolare i giovani alla cittadinanza consapevole e responsabile, mettendo al centro della riflessione diritti, doveri, regole e abitudini di convivenza, con uno sguardo alle sfide del presente e del futuro. Il nostro impegno è di continuare su questa strada, coniugando sempre di più il nostro lavoro con l'attenzione al territorio e alle comunità».
COLLABORAZIONI. Un impegno che trova corpo anche in un altro segmento di attenzione che Sei Toscana ha seguito in questi anni e che guarda al mondo dello sport attraverso alcune importanti partnership e collaborazioni, da Strade Bianche all'Eroica a Mens Sana Basketball. L'ultimo passaggio, Alessandro Fabbrini lo dedica, però, nuovamente agli aspetti di gestione dell'azienda e del servizio. «La collaborazione costante con l'Ambito e i comuni ci ha permesso di accedere a oltre 20 milioni di euro di finanziamenti a valere sul Pnrr. Sono ben 30 i progetti approvati e destinati a finanziare la fornitura di innovativi contenitori ad accesso controllato per la raccolta differenziata, realizzare o potenziare i centri di raccolta, acquistare e installare le isole ecologiche interrate. Interventi di grande valore, frutto di una visione innovativa della gestione dei rifiuti».