Va in bici e toglie i rifiuti lasciati da altri “Mi premiano ma la gente non cambia”

Talla

Dieci sacchi zeppi di rifiuti, tutti trovati per strada, sabato mattina durante una passeggiata in bici, per complessivi 4 chilometri. Per Daniele Nannucci, ventenne con la passione per le due ruote e l'ambiente, vedere e raccogliere quello che non va è una sana pratica quotidiana. Già lo scorso anno, in diverse occasioni aveva portato a casa chili di rifiuti trovati sparsi per la campagna, in aprile e novembre. Bottiglie, rottami ma anche cartucce. E per il suo impegno e per il suo comporttamento ottenne diversi riconoscimenti, anche data la giovane età. Ma purtroppo la sua filosofia non ha evidentemente fatto proseliti e così Daniele, all’ennesimo ritrovamento, ha commentato con amarezza l'atteggiamento che la gente continua ad avere nei confronti dei rifiuti. Infatti a distanza di un anno nulla è cambiato e l'attenzione, verso il problema della differenziata, sostanzialmente è sempre la stessa. Tutti bravi ad applaudire ma a raccogliere pochi. Sabato mattina i sacchi raccolti sono stati una decina: "Nel tratto tra Pontenovo e Talla, lungo un percorso che la mattina fanno molte persone che corrono e anche diversi ciclisti - spiega Daniele -. Cosa ho trovato? Soprattutto bottiglie di plastica. I ciclisti non ne portano perché hanno l’abitudine di avere borracce, quindi credo siano di chi viene qui a piedi. Attribuibili ai ciclisti forse sono invece gli scarti di barrette energetiche e di integratori". Mentre raccoglieva e metteva nelle buste i rifiuti i passanti si complimentavano per il gesto di un giovane così attento a tutelare la natura, però nessuno si è fermato ad aiutare o a dare il proprio contributo: "Ho raccolto tutto e poi ho lasciato i sacchetti lungo la strada, per tornare dopo a raccoglierli tutti insieme. Ho visto che chi passava però manco ci faceva caso, nel senso che nessuno si chiedeva cosa fossero tutti quei sacchetti allineati lungo il bordo". Dopo infatti Daniele è ritornato con il padre e hanno portato tutto a casa, a bordo di un carrello, lamiere comprese: "Adesso li svuoto tutti e ovviamente differenzio. Le lamiere le accumulo nel mio campo per farle venire a prendere quando saranno abbastanza". E i coetanei di Daniele, ovvero i giovani, sono sensibili a questo problema? "Sensibilità e interesse indubbiamente c'è, è che secondo me manca il passaggio successivo, ovvero mettersi a raccogliere e togliere tutta quella plastica lasciata per strada. Quando si fanno manifestazione di protesta di gente ce n'è tanta, che si lamenta e mostra di essere sensibile al problema, ma quando si organizzano le iniziative per andare a raccogliere si rimane in pochi. Comunque continuerò a farlo". 

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