Cassonetti nuovo tipo nei quartieri

Arezzo

ZITTI ZITTI stanno trasformando non solo lo smaltimento dei rifiuti ma anche il quadro cromatico della città. Troppo per dei cassonetti? Forse sì, diciamolo pure: il cielo è sempre più intrigante di un bidone. Però l’operazione di allestimento delle nuove stazioni ecologiche continua a crescere. La conferma è arrivata anche dall’ultimo consiglio comunale: per voce dell’assessore Marco Sacchetti, che ha risposto ad una serie di interrogazioni in materia di Paolo Lepri dal movimento Cinque Stelle. Lepri chiedeva anche un conto economico sulle spese sostenute. Un milione di euro è il costo di ammortamento diluito in sette anni mentre le postazioni crescono. Le prossime tappe saranno Saione, Arezzo sud, la zona del Pantano e viale Redi. Un’invasione costante e che, ha spiegato Sacchetti, porterà nel 2020 ad una copertura dell’80% dei residenti nel capoluogo. Un Sacchetti soddisfatto. Assicura infatti «che questo nuovo sistema di conferimento è stato ben metabolizzato, consentendo alla percentuale di raccolta differenziata di aumentare fin dai primi mesi in maniera consistente». Cassonetti che riducono, come noto, la portata o almeno la fruibilità di quello destinato all’indifferenziato, rendendo decisamente più agevole il ririclaggio di carta e cartone, vetro e perfino plastica. Sulla raccolta differenziata Arezzo deve recuperare un gap robusto rispetto alle città più virtuose, almeno alla luce dei dati, perfino di diversi centri della provincia. E si affida a questa nuova rete di cassonetti e alla trasformazione dello smaltimento nei negozi del centro per provare ad avvicinare quell’obiettivo.

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