Argentario, il Gat pulisce i percorsi naturalistici dai rifiuti

Monte Argentario

OTTANTA pneumatici abbandonati, uno scooter, un bidet, qualche scaldabagno, fusti vuoti di olio, sedie di plastica. Non era una discarica, ma il sentiero dei fari, che domenica i volontari del Gruppo Argentario Trekking sono andati a ripulire armati di pazienza e sacchetti da riempire. Una trentina di persone, che sono partite da Porto Santo Stefano e sono andate a restituire il sentiero numero uno a condizioni di maggior decoro. Tra loro c’erano anche il vice sindaco Cecilia Costagliola e il consigliere comunale Riccardo Alocci. «Il bilancio della giornata – afferma il presidente del Gat, Angela Della Monaca – è sicuramente positivo, abbiamo lavorato insieme ed eravamo un buon numero». Certo, se da una parte la buona notizia è la soddisfazione per la riuscita della giornata, dall’altra non può che creare davvero sconcerto la scarsa considerazione per l’ambiente dimostrata da chi ha evidentemente pensato che un sentiero di Monte Argentario fosse il luogo ideale per abbandonare ottanta pneumatici, lasciando perdere poi il bidet e gli scaldabagni. A questo proposito, è opportuno ricordare a chiunque pensasse di caricarsi una caldaia su per qualche sentiero per disfarsene di nascosto, che chiamando il numero verde di Sei Toscana (800 127 484) è possibile accordarsi per il ritiro, gratuito e a domicilio, di qualsiasi rifiuto ingombrante. Le attività del Gat proseguiranno, nei prossimi mesi, e con l’avvicinarsi della buona stagione riprenderanno anche le escursioni, attraverso le quali il gruppo di appassionati di trekking ha realizzato la prima cartina della sentieristica che attraverso il promontorio, restituendo all’utilizzo pubblico vie e percorsi che potrebbero davvero offrire all’Argentario una risorsa in più di valorizzazione ambientale, anche in chiave turistica. Percorrere a piedi un territorio vuol dire inoltre non solo riscoprirlo, ma anche metterlo al sicuro da chi, per esempio, pone un cancello sperando di far suo un sentiero, una caletta, una spiaggia, una strada, confidando nella disattenzione degli altri. E anche di cancelli il Gat ne ha già fatti rimuovere diversi. Iniziative che evidentemente hanno disturbato qualcuno, dal momento che più volte i cartelli che segnalano i sentieri sono stati rimossi clandestinamente e danneggiati. Ma di modi per aggredire il territorio ce ne sono diversi, compresa l’abitudine di considerare un prato come una possibile discarica. Per cui, con il patrocinio del Comune, il Gat ha iniziato a ripulire i sentieri.

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