Task force contro i furbetti

Grosseto

PIU’ che una lotta all’inciviltà sembra una battaglia contro la stupidità. Sì perché l’abbandono incondizionato contro i rifiuti è diventato una lotta impari: da una parte l’amministrazione che cerca in ogni modo lecito di rallentare questo fenomeno, dall’altra cittadini che continuano imperterriti a sporcare ed abbandonare rifiuti ovunque. E nonostante che da tre anni il vento sia cambiato, la situazione è comunque difficile. Soltanto nell’ultimo mese il pool di operatori dell’ufficio ambiente ha elevato circa 50 sanzioni. Che diventeranno almeno il triplo quando la procedura sarà completata. Multe? Certamente, anche molto salate. I numeri parlano chiaro: 29 sanzioni da 50 euro (il classico sacchetto abbandonato accanto al cassonetto da un privato), 15 sanzioni da 600 euro (quando si abbandonano gli ingombranti) e 2 sanzioni da 1.200 euro ciascuna. Che sono quelle comminate a persone che hanno ditte o attività commerciali. E che hanno deciso di abbandonare rifiuti nei posti più disparati. Numeri, quindi, che fanno capire come la situazione sia da approfondire: si va dalla persona (anche donne) che individuano il cassonetto, si fermano e lasciano il sacchetto. Ci sono operai che scaricano carrabili di materiale da destinare in discarica. Ci sono quelli che svuotano cantine gettando materiale ormai inutilizzabile. Spesso lo fanno di notte, si guardano intorno, commettono il reato e poi se ne vanno. Ignorando il fatto che c’è un servizio di rifiuti (completamente gratuito) con isole ecologiche che raccoglie tutto oppure c’è un servizio, anche questo gratis, con il quale gli operatori ecologici arrivano a casa e ti portano via tutto quello che non serve. Il Comune di Grosseto, per fare un esempio, ogni anno sborsa quasi 500mila euro per pagare i ritiri illegali. Soldi che vanno poi ad incidere nella Tari che ricade poi nelle tasche dei cittadini. Le segnalazioni dei cittadini vanno dalle 15 alle 20 al giorno. Sono 70 i posti ‘illegali’ che il Comune di Grosseto ha individuato (grazie all’esperienza) dove solitamente si abbandonano i rifiuti. Luoghi sensibili che però, come si intuisce, non possono essere sorvegliati. Ecco che l’idea delle fototrappole, ovvero 4 telecamere mobili che ogni settimana vengono spostate, stanno risolvendo molti problemi. Una scelta casuale ma mirata. E i primi furbetti, quelli degli abbandoni incontrollati, stanno cadendo nella rete. E in questi mesi i controlli sono stati intensificati e le multe stanno fioccando. Che sia la volta buona? I numeri, però, sorridono, anche se non sembra: nel 2018 gli interventi sugli abbandoni sono stati 7.264. Al 30 settembre del 2019 i numeri dicono che stati 4.290. La previsione per il 2020, dal tren, dice 6.000. Un calo, dunque, che fa ben sperare.

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