Ato Sud dice no ai trasferimenti dei rifiuti imposti dalla Regione

Si è riunita ieri a Siena l'Assemblea dei sindaci di Ato Toscana Sud, presieduta dal primo cittadino di Arezzo Alessandro Ghinelli, che ha esaminato le delibere proposte dal direttore generale Paolo Diprima, condivise nel consiglio direttivo presieduto dal sindaco di Civitella Paganico Alessandra Biondi. Dopo aver licenziato due delibere tecniche su aspetti amministrativi, l'assemblea ha approvato all'unanimità due importanti atti di indirizzo su temi strategici per il servizio rifiuti nell'ambito Toscana Sud, raccogliendo la totale condivisione di tutti i presenti. Con il primo l'assemblea, preoccupata per le recenti vicende societarie di Sei Toscana (con consistenti perdite del bilancio 2018 e rapporti conflittuali tra i soci privati), ha espresso l'esigenza di ripristinare una governance pubblica del Gestore unico con il subentro di importanti operatori espressione dei Comuni del territorio, capaci di apportare spiccate competenze manageriali nel settore dei servizi pubblici e una forza finanziaria idonea a sostenere i notevoli investimenti necessari per il miglioramento del servizio. Vista la prossima scadenza del mandato della gestione commissariale, i sindaci in blocco hanno confermato la volontà di scongiurare sia l'interruzione del servizio da parte di Sei, sia scelte improvvide che potrebbero ricadere direttamente sui cittadini anche in ambito tariffario. Nella sostanza, l'efficienza del servizio e il giusto rapporto costi-benefici rappresentano due punti fermi sui quali c'è stata unanimità di vedute. Con il secondo atto di indirizzo è stata manifestata la forte contrarietà dei sindaci di Ato Sud ad ogni provvedimento della Regione Toscana che pregiudichi il ruolo dei Comuni, e delle autorità di ambito che li rappresentano, nella programmazione quantitativa e finanziaria dei flussi da trattare negli impianti ubicati nel proprio territorio. E' stato fermamente ribadito che le decisioni sui flussi di rifiuti provenienti da Ato Centro da trattare negli impianti del territorio di Ato Sud, e sulle relative tariffe che poi incidono sulla Tari dei cittadini, devono restare nella competenze dei Comuni mediante le convenzioni interambito approvate dall'Assemblee dei sindaci.

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