Abbandonare definitivamente l'idea dello scarto per imparare a riconoscere nei rifiuti una risorsa da reimmettere nel ciclo produttivo. Una sfida che è anzitutto culturale e, in quanto tale, per nulla semplice e scontata. Ma una sfida da cui non si può prescindere quando si parla di economia circolare e rifiuti, perché è proprio in questo cambio di paradigma uno dei fondamentali pilastri della transizione ecologica.
"Per noi l'economia circolare non è solo un obiettivo ambientale - afferma il presidente di Sei Toscana, Alessandro Fabbrini -, tantomeno uno slogan alla moda. È piuttosto un modello industriale in grado di generare valore per il territorio, perché ogni tonnellata di materiale recuperato rappresenta una scelta di responsabilità verso l'ambiente e un investimento nel futuro delle nostre Comunità".
VALORE TERRITORIALE. Nulla di astratto, dunque, ma, al contrario, un rovesciamento di prospettiva estremamente concreto nell'approccio alla gestione dei rifiuti, che prende forma ogni giorno nelle scelte aziendali, in quelle amministrative e, naturalmente, nei comportamenti dei cittadini. A maggior ragione in questa parte di Toscana, terra di paesaggi fragili e straordinari, di agricoltura di qualità e di un turismo profondamente legato alle risorse ambientali. Qui più che altrove, dunque, la gestione del ciclo dei rifiuti assume un valore che va ben oltre gli aspetti di organizzazione del servizio, per diventare presidio ambientale e leva di sviluppo.
FILIERA INTEGRATA. Un processo complesso che parte dal conferimento differenziato dei rifiuti da parte dei cittadini, passa attraverso la raccolta e il trattamento negli impianti e arriva al recupero e al riuso dei materiali. Tutto in una logica di filiera, che, per Sei Toscana, gestore del servizio dei rifiuti nei 104 comuni dell'Ato Toscana Sud, trova un ulteriore elemento di valore nell'appartenenza al gruppo Iren, presente, grazie alle sue partecipazioni aziendali, in ogni passaggio di questa filiera, dalla raccolta all'impiantistica. "È una filiera integrata - dice l'Amministratore delegato di Sei Toscana, Salvatore Cappello - che richiede competenze tecniche e capacità organizzativa e che può contare su una visione industriale solida e di lungo periodo. Questo si traduce in più investimenti, più innovazione, più attenzione allo sviluppo sostenibile, tutti elementi assolutamente essenziali in chiave di transizione ecologica".
RUOLO DEI CITTADINI. La raccolta differenziata è il primo ingranaggio di questo complesso meccanismo. Ecco perché fondamentali sono la collaborazione e la responsabilità dei cittadini. Differenziare bene i rifiuti, attraverso piccoli gesti quotidiani, significa compiere il primo passo di un processo che, una volta chiuso il cerchio, pub davvero trasformare gli scarti in risorse e i rifiuti in valore, ambientale ed economico. Solo in questo modo la carta può diventare nuova carta, l'organico trasformarsi in compost, la plastica diventare materia prima seconda. "Con le sue caratteristiche e la sua particolarissima conformazione - aggiunge l'AD - il territorio servito da Sei Toscana non aiuta a facilitare le cose. Ma è proprio per questo che rendere sempre più efficiente la raccolta, sia in termini quantitativi che qualitativi, è una sfida quotidiana che non può vederci distratti e che deve coinvolgere tutti: istituzioni, gestore e comunità locali".
NUMERI IN CRESCITA. E i numeri sembrano premiare questi sforzi. La situazione di partenza, nell'A to Toscana Sud, era particolarmente difficile. Oggi, lo stesso territorio è quello che cresce di più in Toscana, attestandosi, secondo i dati ancora provvisori del 2025, al 65% di raccolta differenziata, in crescita di quasi quattro punti percentuali rispetto all'anno precedente. Ci sono comuni in cui l'attuazione del nuovo piano industriale di Sei Toscana, a fine 2022, e la conseguente riorganizzazione dei servizi ha fatto letteralmente impennare la quantità di materiali avviati a riciclo. È il caso, ad esempio, di Abbadia San Salvatore, che passa dal 57% del 2022 al 75% di oggi. Più che raddoppiata la percentuale a Bibbiena, che partiva dal 28% e oggi sfiora il 71%. Supera 1'80% il Comune di San Vincenzo, che nel 2022 era al 44%. Ottimo il trend anche di Castiglione della Pescaia, che arriva a sfiorare il 65%, partendo dal 46%. INFRASTRUTTURE STRATEGICHE. C'è poi tutto il pezzo delle infrastrutture, di cui occorre dotare il territorio per facilitare i processi di gestione differenziata dei rifiuti e accompagnare i cittadini nel corretto conferimento. Un impegno che si è tradotto in uno sforzo importante per dotare l'Ambito di Centri di raccolta e Isole ecologiche, oggi oltre 90, 12 dei quali realizzati o adeguati grazie ai fondi del Pnrr. Come quello di Orbetello, inaugurato lo scorso 9 febbraio. Strutture che rappresentano uno strumento prezioso per i cittadini, permettendo il conferimento corretto dei rifiuti e potenziando il riciclo. La filiera del riciclo guarda con attenzione al recupero di materiali particolarmente adatti al riuso. È il caso del vetro, riciclabile all'infinito senza perdere qualità, per il quale è stata introdotta la raccolta separata. Al pari dell'olio alimentare esausto - che può essere trasformato in biodiesel e saponi - e dei piccoli Raee. Una rete di micro-raccolte in grado di dare una spinta ai meccanismi di recupero e assicurare una nuova vita ai rifiuti.
OBIETTIVI FUTURI. "Ma bisogna guardare al futuro - chiude il Presidente Fabbrini - con l'ambizione di risolvere le criticità ancora presenti, in particolare sulla qualità della differenziata, consolidare i risultati raggiunti e superare l'obiettivo del 73% entro il 2028. L’asticella deve essere sempre più alta".
Un processo ancora in evoluzione, sul quale si misurerà la capacità di trasformare la gestione dei rifiuti in un'opportunità concreta per l'ambiente e per lo sviluppo economico.