Ripulite le spiagge: i "rifiuti" usati per il ripristino della duna

Follonica

A fine dicembre e nei primi giorni del mese di gennaio il litorale di Follonica è stato colpito da forti mareggiate che hanno causato ingenti danni alle strutture e all'arenile della città. Per diversi giorni la spiaggia è stata quasi irriconoscibile: le mareggiate avevano infatti depositato ovunque grandi quantitativi di materiale vegetale come canne e legname. L'intervento di pulizia è stato complesso e il preventivo, che prevedeva anche lo smaltimento in discarica, è stato di 34 mila euro. L'idea di destinare quel materiale raccolto alla duna di Pratoranieri farà però scendere in modo consistente la cifra preventivata. Si è trattato di un intervento straordinario, raramente svolto in un modo così consistente, che è andato al di là delle tradizionali operazioni di pulizia della spiaggia: le canne, il legname e le alghe per essere rimossi hanno richiesto molti viaggi. I residui depositati tra dicembre e gennaio avrebbero potuto pregiudicare la successiva pulizia propedeutica alla stagione estiva e l'intervento è quindi stato indispensabile. In particolare sono state le due mareggiate del 23 gennaio e del 7 febbraio a lasciare ampia traccia lungo tutta la linea di costa. Il materiale proveniva principalmente dalla piena della Fiumara.Come da accordo per l'affidamento del servizio dei rifiuti solidi urbani, la pulizia degli arenili è un servizio opzionale, ossia rientra tra quei servizi che possono essere attivati su richiesta diretta dei Comuni. Il preventivo di spesa che è stato presentato da Sei Toscana è quindi stato di 34 mila euro. Il materiale raccolto non è però andato sprecato e invece che in discarica le cannucce e le alghe sono state riutilizzate per il ripristino della duna nel tratto antistante l'area ex Tony's in viale Italia. Prima sono state realizzate le condizioni per poter ospitare il materiale spiaggiato con il ripristino della barriera e successivamente la parte retrostante è stata riempita con il materiale legnoso. Il lavoro non può dirsi concluso perché necessiterà di altri interventi e di ulteriore apporto di materiale ma sicuramente, secondo il vicesindaco Andrea Pecorini, «sono state gettate le basi per un importante recupero ambientale interamente naturale».Già in passato erano state effettuate operazioni simili con l'interramento delle posidonie spiaggiate alla base della duna nell'area Pratoranieri tra la concessione Aziza e Baia Mia. Un lavoro che in quel caso aveva dato importanti risultati: in quell'area dove due anni fa furono interrate le alghe spiaggiate, oggi si vedono chiaramente i frutti di quel lavoro con un importante avanzamento della vegetazione spontanea dunale. Il preventivo verrà quindi rivisto e la cifra, senza i costi legati al conferimento in discarica, dovrebbe scendere. 

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