Scout e carabinieri si prendono cura di pineta e dune

Scarlino

Vivere le pinete rispettando quei magnifici cuscini verdeggianti che ombreggiano il sottobosco significa essere consapevoli dei delicati equilibri naturali che rendono tali luoghi unici. Questo era l'obiettivo - la consapevolezza, appunto - dell'iniziativa che si è svolta sabato nella pineta della riserva naturale Tomboli di Follonica e Scarlino.Il protagonista della giornata è stato il gruppo scout di Follonica - Agesci 2 - e l'ufficio territoriale per la biodiversità dei carabinieri di Follonica. Accanto alla famosa Casa dell'Artista, tra Follonica e il Puntone, circa 50 ragazzi del gruppo scout, tra otto e 19 anni, si sono dati appuntamento nella pineta con i loro capi per fare qualcosa di positivo per l'ambiente e la sua conservazione. Il Tirreno ha passato il pomeriggio insieme a questi ragazzi che - con passione - hanno lavorato duramente per curare la pineta, ripulendola dai rifiuti (pochi, fortunatamente), mettendo a dimora piante, e costruendo, sotto la supervisione dei più grandi, strutture protettive di un eco sistema che necessita di particolari attenzioni per la sua conservazione: le dune di sabbia. Mentre due gruppi dei ragazzi più giovani si sono dedicati a ripulire la pineta dai rifiuti e a piantare nuovi giovani pini per rinverdire la pineta, il gruppo dei ragazzi più grandi si è invece dedicato alla costruzione di cinque "rombi" per la protezione delle dune di sabbia; i rombi non sono altro che delle fioriere costruite con due linee di steccato incrociate, piantate nella sabbia e posizionate sulla sommità delle dune. Le strutture servono non solo a proteggere dal vento ma anche a sbarrare il passaggio delle persone che, inconsapevolmente, con il loro transito minano la sopravvivenza di queste formazioni sabbiose che costituiscono un elemento "architettonico" importante per gli equilibri naturali della pineta e della spiaggia. Una volta finito di completare le strutture, i ragazzi hanno poi posizionato all'interno di esse delle piante autoctone: mirto, rosmarino, lentisco e giglio di mare; le giovani piante avranno il compito di formare una barriera protettiva contro il vento, impedendo la dispersione della sabbia verso l'interno e contribuendo alla conservazione delle dune con le loro radici. A supervisionare i lavori c'erano i carabinieri forestali: il comandante Giovanni Quilghini, il maggiore Cristiano Berretta e l'appuntato scelto Riccardo Micheloni, che hanno guidato i ragazzi nei lavori in questa giornata all'insegna della consapevolezza ambientale. «È molto importante lavorare con i giovani - dice il colonnello Quilghini - e insegnare loro come certi equilibri siano fragili e come anche un piccolo gesto riesca a fare la differenza. Da tempo collaboriamo con le scuole, anche con l'alternanza scuola lavoro, e i risultati che otteniamo sono ottimi, ma speriamo sempre di poter fare di più» conclude il comandante mentre i ragazzi posizionano le nuove piante all'interno dei rombi che da ora in avanti proteggeranno la pineta e le dune.

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