Comunità energetiche, una dote milionaria

Il sottosegretario all'agricoltura Francesco Battistoni è l'unico che non ci sarà il 4 maggio, nella sala La Tinaia a Sovicille. Ha affidato il suo messaggio a un video di 4 minuti, focalizzato sui pannelli fotovoltaici nei fabbricati rurali e nei terreni abbandonati, per rilanciare un settore messo in crisi dalla pandemia, dai costi alle stelle dell'energia, dalla guerra tra Russia e Ucraina. E' una delle ricette, ne saranno sfornate altre al convegno 'Comunità energetiche Le nuove energie per un nuovo territorio', promosso dai vertici di Acquedotto del Fiora e con tutti i soggetti interessati a discutere di energie rinnovabili, comunità che puntano sui risparmi e sull'autoproduzione, nuove forme e sfide per tagliare i costi e rilanciare non solo l'agricoltura. Ci saranno i sindaci, a partire dal padrone di casa Giuseppe Gugliotti; ci saranno le associazioni agricole, le aziende dei servizi, da Acea a Estra, da Intesa a Sei Toscana. E soprattutto ci saranno i player 'facilitatori', come il professor Andrea Guerrini, di Arera, l'agenzia che fissa le tariffe dell'energia, Mario Barbella di GSE (Gestore Servizi Energia) e Simone Tartaro dell'Agenzia Regionale. Con lo slogan 'l'energia non si crea né si distrugge, ma si condivide', da Sovicille arriveranno le strategie per far nascere, anche in terra di Siena, le comunità di energie rinnovabili e i gruppi collettivi di autoconsumatori. In ballo ci sono incentivi, superbonus, sconti per valorizzare l'energia condivisa per 20 anni e comprare il surplus di energia prodotta da parte del mercato. Nel Pnrr, leggendo la relazione di Barbella del Gse, ci sono 2,2 miliardi di euro di finanziamenti a tasso zero, per dar vita a comunità energetiche nei Comuni sotto i 5.000 abitanti e gruppi di consumatori. Ci sono regole e percentuali da rispettare, ma la nuova frontiera promette risparmi sulle bollette, rilancio dell'agricoltura e piccole imprese, sostegni alle famiglie. «Le comunità energetiche è la premessa di Roberto Renai, presidente di Adf non hanno finalità di lucro, ma l'obiettivo di utilizzare in loco l'energia prodotta. Non ci sono limiti provinciali per costituire comunità, ma le potenzialità produttive e industriali e le possibilità di consumo dell'energia. In ballo ci sono finanziamenti cospicui dal Pnrr e dai nuovi decreti, che possono essere una dote per territori in cerca di rilancio, per imprese che vogliono risparmiare sui costi, per famiglie messe in ginocchio dalle bollette». E' una rivoluzione rinnovabile, che spinge a mettersi insieme e che, per l'agricoltura in primis, può rappresentare una via d'uscita. «La comunità energetica produrrebbe reddito aggiuntivo per le aziende agricole spiega sempre Renai ridurrebbe i costi fissi e spingerebbe a presidiare il territorio. Nelle comunità dovrebbe entrare anche enti locali e piccole imprese». Acquedotto del Fiora non intende tirarsi indietro: chiamando al tavolo Estra, Sei Toscana, Acea, Iren, vuole coinvolgere gli altri players. «Siamo grandi consumatori di energia, possiamo acquistare pacchetti consistenti, risparmiando. Le piccole imprese conclude il presidente Renai non possono accedere al mercato calmierato. Le comunità energetiche sono una opportunità di crescita per avere energia a prezzi agevolati. Adf punterà sul mini-idroelettrico, con turbine da mettere nelle dorsali che scendono dall'Amiata. Siamo a disposizione per produrre energie alternative». 

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