Terme ‘sfregiate’ dagli incivili

Colle Di Val D'elsa

«IN QUESTE ultime settimane, il senso civico e il rispetto per le persone e l’ambiente hanno toccato i minimi storici». Sono passati solo cinque mesi, da quando l’assessore all’ambiente del Comune di Colle Sofia Aggravi redarguì in questo modo la pessima abitudine di alcuni suoi concittadini di abbandonare all’aperto i rifiuti ingombranti, invece di farli ritirare gratis da Sei Toscana. La severa rampogna, l’impiego di telecamere mobili e i primi «scaricatori abusivi» beccati in flagrante sembravano aver ridotto il fenomeno, ma ieri mattina il ritorno alla realtà è stato brusco e questa volta il segno è stato passato più che mai: vicinissimo alle antiche terme delle Caldane, alle porte di Gracciano in piena Area naturale protetta del Parco dell’Elsa, qualcuno ha abbandonato nottetempo un intero salotto, composto da due grandi divani, altrettante poltrone e relativi cuscini. Uno sfregio alle regole e un oltraggio all’ambiente e alla storia di Colle, che ha scatenato l’ira dei colligiani. Le Caldane è una sorgente di acqua ai margini del bosco, che sgorga a temperatura costante tutti i mesi dell’anno e che è un’oasi di relax a due passi dalla città; origini etrusco – romane, è un gioiello archeologico e naturalistico ancora oggi usato come piscina pubblica gratuita e già in questi giorni di estate anticipata è frequentatissimo da persone che vogliono bagnarsi, prendere il sole e rilassarsi in mezzo alla natura. «Basta! – tuonano – Ora è veramente troppo! Gli appelli al senso civico, la prevenzione e la tolleranza non sono serviti a niente: adesso ci vuole la repressione, il pugno di ferro e sanzioni esemplari, perché non è più sopportabile che pochi delinquenti (perché chi compie un gesto simile nel bel mezzo di un’area naturalistica protetta è un deliquente) rovinino impuniti la nostra città». Così, insieme a quelle dell’assessore Aggravi, tornano in mente anche le parole del vicesindaco Andreucci: «Aveva detto che il Comune giudica necessario intervenire anche con provvedimenti repressivi e che se il fenomeno fosse peggiorato era pronto ad acquistare altre telecamere per sorvegliare tutto il territorio – si ricorda – Ecco, il peggioramento c’è stato, anzi, peggio di così non potrebbe essere ed è il momento di mantenere quelle promesse».

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