Rifiuti abbandonati, record negativo «Spesi 25mila euro per rimuoverli» L’assessore Ferroni denuncia lo spreco: «Fenomeno preoccupante»

Campiglia Marittima

IMPRESSIONANTE. Sono 867 gli abbandoni di rifiuti rilevato nel primo trimestre 2018 nel Comune di Campiglia. Una media di oltre nove al giorno, che moltiplicato per il costo di rimozione di ognuno, restituisce una cifra di circa 25.000 euro che i cittadini del comune, tutti i cittadini, anche quelli diligenti, che differenziano o semplicemente conferiscono correttamente i rifiuti, sopportano e si vedono ripartita nella propria bolletta Tari. La denuncia sui numeri degli abbandoni arriva dall’assessore Viola Ferroni che lancia un appello ai cittadini. «Risulta molto difficile comprendere le ragioni di questo fenomeno, allarmante, non solo dal punto di vista economico, ma anche da quello ambientale e del decoro urbano; il servizio per lo smaltimento dei rifiuti ingombranti, dei rifiuti urbani o ad essi assimilati non conferibili nei normali contenitori esiste. IL CENTRO di raccolta di via Sardegna a Venturina, aperto tutti i giorni eccetto il sabato pomeriggio e la domenica, l’isola ecologica itinerante, i contenitori per rifiuti particolari come gli oli esausti e le pile, il servizio di prenotazione a domicilio del ritiro di materiali sono già compresi nel costo del servizio ed effettuati dal gestore Sei Toscana, non un «di più» come la abnorme cifra che paghiamo per lo smaltimento dei rifiuti abbandonati». Ispettori ambientali, sistemi di videosorveglianza ed un controllo del territorio più assiduo, «uniti alla costante ricerca di miglioramento del servizio – continua l’assessore Ferroni – sono azioni necessarie, che attuiamo quotidianamente ma non sono sufficienti a risolvere il problema. È necessaria una mobilitazione della coscienza collettiva e civile, cui voglio fare appello, perché siamo noi cittadini i migliori controllori del territorio. Spesso gli abbandoni avvengono in pieno centro abitato o in strade di passaggio, non solo in luoghi isolati; le segnalazioni che riceviamo attraverso la polizia municipale o altri mezzi di contatto più diretti come ad esempio i social sono poche, molto poche».

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