L’amianto? Può diventare innocuo Due aretini riescono a renderlo inerte ll metodo di Tuccitto e Tapinassi

E SE L’AMIANTO non fosse più pericoloso? Una possibilità concreta la forniscono due brevetti presentati ieri al Consiglio regionale della Toscana. Due brevetti inventati dagli aretini Paolo Tuccitto e Otello Tapinassi, e da Sergio Grillo di Conegliano. Il processo per rendere l’amianto inerte, spiegano gli studiosi, è veloce, il cemento amianto viene portato alla temperatura di 1100 gradi per 15 minuti in atmosfera controllata con gas e raffreddato in breve tempo: «Tutto ciò – spiega Tuccitto – permette di cristallizzare la fibra di amianto in pochi minuti. Abbiamo realizzato questo metodo in un impianto industriale, fatto test e prove per un anno e mezzo, sottoponendo i risultati ottenuti a vari tipi di analisi. Il Dipartimento di scienze della terra di Firenze ha certificato che il materiale così ottenuto è inerte». Tuccitto, per anni commercialista, professione che poi ha abbandonato per dedicarsi alla ricerca, ha lavorato con i colleghi anche a un altro brevetto che riguarda il riciclo dell’amianto inerte che diventa larnite e forsterite, materiali nobili utilizzabili nell’industria delle ceramica e per l’edilizia. I DUE BREVETTI hanno suscitato scalpore: «Anche Sei Toscana ha manifestato interesse, unitamente ad altri grandi gruppi industriali. Le potenzialità sono tante, soprattutto nell’ambito della ceramica. Per quanto riguarda il settore cemento, stiamo studiando l’efficacia di alcune applicazione e abbiamo contatti anche con gruppi cementieri. Però, al momento, siamo più avanti nel campo del riciclo del sottoprodotto». Ma per l’applicazione dei brevetti su larga scala bisognerà passare la fase sperimentale: «Dobbiamo individuare la regione – conclude Tuccitto – io naturalmente opto per la Toscana, anche se ci sono altre realtà interessatee. La sperimentazione dura dai sei mesi ai due anni, si dovrà testare l’effettiva sicurezza per la salute dell’uomo attraverso uno studio analitico e ottenere tutte le registrazioni a livello europeo. A quel punto saremmo i primi al mondo ad avere un impianto del genere certificato».