«Con Iren un futuro verde per la Toscana»

Secondo Leonardo Masi, presidente di Sei Toscana, l’aggiudicazione di Unieco Holding Ambiente da parte del gruppo Iren potrebbe rivelarsi come una grande opportunità per la Toscana sud. Non solo industriale per gli investimenti possibili, ma anche ambientale per le sfide sull’economia circolare. 

Come giudica l’arrivo di Iren? 

«Un’operazione industriale condotta da una delle più grandi utilities nazionali va letta in termini positivi. Bisognerà vedere come il nuovo socio si rapporterà con il territorio». 

Sarà il socio di maggioranza? 

«Tramite Sta oggi Iren avrebbe più del 33% di Sei Toscana. C’è quel 6-7% di quote che balla, oggetto di contenziosi e sequestri giudiziari, con le rivendicazioni di Ecolat e Cooplat. Un valzer complicato, in ogni caso Sta è il socio industriale più forte». 

Cosa cambierà quando Iren assumerà il comando? 

«E’ un gruppo con dimensioni tali da favorire consolidamento e crescita. Nasce da varie aggregazioni in Piemonte, Ligura, Emilia quindi è abituato a rapportarsi con i territori, vista la sua natura pubblicistica. E’ una società quotata in Borsa. Il mio auspicio è che la dimensione industriale, fondamentale quando si parla della gestione di servizi pubblici, si combini con il dialogo con i territori. In modo da rafforzare la missione di Sei Toscana sul decoro urbano, sulla tutela dell’ambiente, sul rispetto del paesaggio, venga rafforzata». 

Qual è il clima tra soci all’interno di Sei Toscana? 

«Due anni fa eravamo una società commissariata, i bilanci erano in perdita e le liti tra soci una costante. Oggi il clima è più sereno, spero che Iren contribuisca al cambiamento dei rapporti. Per la Toscana meridionale è un’occasione staordinaria. Il pregio ambientale di questa fetta d’Italia è un valore inestimabile. Puntare sull’economia circolare potrebbe generare effetti moltiplicatori anche per Iren». 

Ci saranno nomi nuovi in cda? 

«Il consiglio scadrà a metà 2022, non ci saranno effetti immediati. In queste ore approveremo il bilancio in cda, chiusosi con un utile in linea con quello dell’anno scorso». 

Quanti investimenti sono previsti per Sei Toscana? 

«Quantificare è difficile, possiamo parlare di tipologie e qualità di investimenti. Sicuramente potenzieremo le infrastrutture della raccolta, dai cassonetti intelligenti alle tecnologie avanzate per identificare l’utente dalla raccolta domiciliare. Ogni sacchetto dovrà essere associato a un utente. Questa parte di Toscana deve avere come obiettivo prioritario la tariffa puntuale: si paga per la quantità di rifiuto indifferenziato che si conferisce, non per quanti metri quadri ha la tua casa o per quanti siete in famiglia. Oggi il sistema tariffario è iniquo, non premia chi fa raccolta differenziata». 

E’ contento delle percentuali dei 104 Comuni serviti?

«Puntiamo a crescere ancora in percentuale. Anche Siena è migliorata grazie ai cassonetti intelligenti». 

Non sono previsti investimenti sugli impianti? 

«Saranno i proprietari, società della filiera di partecipazioni come Sienambiente, che cercheranno di migliorare i propri asset. I progetti sui biodigestori vanno nella direzione di trattare la frazione organica dei rifiuti, destinata a crescere con la raccolta differenziata». 

Pensa sia possibile che Iren ceda la Toscana ad altri? 

«Non c’è nessuna ipotesi di spacchettamento, è davvero prematuro. A me interessa il meglio per Sei Toscana, che significa il meglio per i cittadini che hanno diritto a una raccolta efficiente. Mi lasci ricordare che, in tre mesi di lockdown, i dipendenti di Sei hanno garantito un servizio essenziale a tutti».